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Cingoli - Un Giro

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un giro nei vicoli cingolani

Palazzo MunicipalePalazzo Municipale

Cingoli è quasi tutta circondata da mura. Girando per il centro storico incontriamo vicoli caratteristici e suggestivi come via del Podestà, la Polisena, lo Spineto, via dei Ponti, via Foltrani e corso Garibaldi e, inoltre, possiamo ammirare i palazzi nobiliari e le case medievali che fanno respirare un'atmosfera pacata ... quasi d'altri tempi.

Centro della cittadina è la piazza Vittorio Emanuele II, sulla quale, uno di fronte all'altra, si prospettano il Palazzo Municipale e la Cattedrale.

1. II Palazzo Comunale

, riconsegnato alla popolazione nel 2001 dopo il restauro resosi necessario in seguito al sisma del 1997, è un edificio costituito da un insieme di corpi realizzati in epoche successive. Le strutture più antiche (la base della torre campanaria e la parte del fabbricato retrostante al prospetto cinquecentesco) risalgono alla metà del sec. XIII. Nel 1531, per volontà di Egidio Canisio cardinale di Viterbo e governatore perpetuo di Cingoli, vennero iniziati i lavori di quello che è l'attuale prospetto. L'iscrizione che corre lungo la cornice del parapetto del secondo piano ricorda che nello stesso anno questi lavori erano terminati. Al pianterreno ospita il Museo Archeologico Statale. All'ultimo piano, nella Sala degli Stemmi, è conservato il restaurato meccanismo dell'orologio della torre civica, che è stato in funzione dal 1913 al 1970, quando venne sostituito con quello attuale, elettromeccanico, costruito dalla ditta "Roberto Trebino".

2. La Cattedrale di S. Maria Assunta

sorge sul luogo dove, fino al 1615, si elevava la chiesa di S. Salvatore. La decisione di costruire una chiesa nuova e più grande a spese pubbliche, fu dettata dall'incapacità della pieve di Santa Maria (oggi S. Filippo) ad accogliere un sempre crescente numero di fedeli, che vi affluivano per ascoltare le prediche quaresimali. La prima costruzione dell'edificio venne realizzata su disegno dell'architetto Ascanio Passari, ma stando alle cronache, si sa che ultimata la cupola, l'ardita costruzione

 

crollò e il Passari fu costretto a realizzare un edificio meno articolato e che, soprattutto, tenesse conto dei forti venti che si abbattevano sul luogo. Nel 1654 la nuova chiesa fu benedetta e vi fu celebrata la prima messa. Per la facciata e per il resto dell'edificio era previsto un rivestimento in pietra che, per mancanza di fondi, venne realizzato solo in parte. La pianta è a navata unica con tre absidi poligonali. All'interno vi sono contenute numerose opere, tra cui spiccano quelle di Fanelli (Ancona 1620- Recanati 1703) e di Donatello Stefanucci (Cingoli 1896- Fano 1987).

Cattedrale di Santa Maria Assunta

 

3. A sinistra del Municipio

, percorrendo il porticato, si giunge in via del Podestà, dove si affaccia al n. 10 il Palazzo Conti (erroneamente detto del Podestà) che può farsi risalire alla fine del XIV o all'inzio del XV. Il palazzo è caratterizzato da un bel portale gotico; sulla chiave di volta del portone era scolpito lo stemma della famiglia, abraso probabilmente durante l'occupazione francese alla fine del '700.

 

Palazzo Conti

4. Proseguendo la strada in discesa

dopo poche decine di metri, a destra, si può ammirare la facciata, con portale romanico, della Chiesa di S. Filippo Neri. La chiesa sorge sulle antiche vestigia della pieve di Santa Maria, i cui elementi residui, oltre al prospetto, si possono ammirare negli elementi sotterranei, ai quali si accede da Via Filati. L'interno fu dotato di una veste barocca, con decorazioni a stucco e affreschi su disegno dell'architetto romano Giambattista Contini (Roma 1641-1723) nel 1664, quando la chiesa fu acquistata dai Padri dell'Oratorio di S. Filippo Neri. L'edificio si affaccia su una terrazza barocca dall'andamento mistilineo, affacciandosi dalla quale si vedono le scalette che conducono alla sottostante via Filati.

Chiesa di S. Filippo Neri

 

5. Tornando in piazza Vittorio Emanuele II

a destra della Cattedrale si imbocca via Foltrani, fiancheggiata da bei palazzi rinascimentali, appartenuti a nobili famiglie cingolane: al n. 5 il Palazzo del card. Raniero Simonetti (1675-1749), al n. 6 la casa dei Franceschini (portale e atrio quattrocentesco), al n. 9 il Palazzo del card. Armellini. Dopo poco sulla destra si apre il Piazzale Mestica, sul quale si affaccia la chiesa di San Domenico. Le prime notizie di questo edificio risalgono al 1325. Nella prima metà del '500 la chiesa subì importanti modifiche e fu allora che venne collocata sull'altare maggiore, la grande tela di Lorenzo Lotto, Madonna del Rosario e Santi, oggi ricollacata nella sede originaria, dopo essere stata conservata a lungo nella Pinacoteca Comunale Donatello Stefanucci. La grande tavola (cm. 384x264, firmata e datata 1539), venne commissionata al pittore veneziano dalla confraternita del SS. Rosario, con il contributo del comune di Cingoli. Nel sec. XVIII la chiesa fu di nuovo radicalmente rinnovata su progetto di Arcangelo Vici e di suo figlio Andrea, seguace del Vanvitelli.

Chiesa di S. Domenico

6. Continuando nel secondo tratto di via Foltrani

si prende a destra via Leoni che aprendosi (Via Castiglioni) mostra il restaurato palazzo Puccetti, di origine cinquecentesca.

Madonna del Rosario e Santi, Lorenzo Lotto

7. Costeggiando il palazzo si scende lungo via dello Spineto

tra case rinascimentali e alcuni archi ogivali, che testimoniano l'esistenza di un castello medievale. La via termina alla Porta dello Spineto, al di là della quale si vede la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria; l'annesso fabbricato è ora l'Ospedale. La chiesa venne eretta pochi anni dopo l'Ospedale dello Spineto (1217) e dedicata a S. Maria e S. Caterina. L'edificio insieme all'Ospedale, nel corso della loro lunga esistenza, hanno seguito le vicende e risposto alle esigenze dell'annesso monastero di Santa Caterina. Dal 1799 fino ai giorni nostri la chiesa non ha più subito alcun intervento, né di restauro né di abbellimento, che ne abbia modificato il disegno originario; i recenti lavori si sono resi necessari a causa del terremoto del '97, che ha provocato gravi danni alla struttura. L'interno, a pianta centrale, conserva magnifiche cantorie intagliate e dorate.

Palazzo Puccetti, part

8. Da via dello Spineto

ha inizio una piccola via dalla quale si ha la vista del Quartiere della Polisena. Questo è il quartiere più antico e tipico della città, per l'ambiente rustico ben conservato a viuzze scoscese.

Chiesa di S. Caterina

9. Percorrendo stradine selciate a pietre irregolari

si ritorna in piazza Vittorio Emanuele II; costeggiando a destra il Municipio, si imbocca corso Garibaldi, o via Maggiore, l'arteria principale di Cingoli, fiancheggiata da notevoli palazzi. Sul lato sinistro, al n. 19 è il Palazzo

Cavallini-Mucciolanti, edificio seicentesco dalle sobrie ed eleganti linee che ospita oggi il cinemateatro Farnese. Di fronte si apre via Cavour che conduce alla chiesa di S. Francesco, dal portale di forme romaniche recentemente attribuito al maestro cingolano Giacomo, autore anche del portale di Sant'Esuperanzio.

La via termina sul Balcone delle Marche, belvedere all'ingresso dell'abitato. Ripercorrendo la strada si torna sul corso, dove a pochi passi a sinistra si vede, al n. 27, il Palazzo Silvestri; più avanti la Fontana del Maltempo, così chiamata nel '500 perché zampillava dopo la pioggia. Proseguendo in discesa, a sinistra al n. 85 si eleva in travertino Palazzo Castiglioni (sec. XVI), nel quale nacque e trascorse buona parte della sua vita Pio VIII.

La Polisena

10. Poco più giù

nel lato opposto, c'è la chiesa di S. Girolamo, la cui effige è scolpita all'interno di una formella collocata sopra il portale. Al n. 109 si trova il Palazzo Vecchiarelli del sec. XVI, con portale bugnato. A destra, sempre lungo la via si apre una piazzetta dove si trova la chiesa di S. Nicolo, che risale al sec. XIII. Il portale è duecentesco e l'interno romanico-gotico. Fu eretta con il titolo dei SS. Esuperanzio e Nicolo poco dopo il 1218, anno in cui Anselmo, priore dell'abbazia di S. Esuperanzio, comprò il terreno per l'edificazione. Fu costruita per evitare che i parrocchiani di Sant'Esuperanzio percorressero, durante l'inverno, la lunga e disagevole strada per raggiungere la loro chiesa, che rimaneva fuori città.

Chiesa di S. Francesco, portale romanico

11. Ritornando su corso Garibaldi

si esce da Porta Piana (Pia), innalzata in onore di Pio VIII, su progetto di Ireneo Aleandri.

Al di là della porta si apre Borgo Danti.

Imboccando a destra la strada in discesa e voltando dopo circa 200 m. a sinistra, si perviene al monastero di S. Sperandia. Nella chiesa, ricostruita più volte a partire dal sec. XIII e consacrata nel 1560 a S. Michele e S. Sperandia, si conserva il corpo incorrotto dell'omonima santa, monaca benedettina, nata a Gubbio ma vissuta e morta nel 1276 a Cingoli, proprio nell'annesso monastero.

12. Ritornando davanti Porta Piana

si attraversa Borgo Danti e all'incrocio si gira a destra in direzione del cimitero. Prima di questo s'incontra la collegiata di S. Esuperanzio, il monumento storico-artistico più insigne di Cingoli. La nuda facciata, di pietra grigia, è adorna di un rosone e di un portale romanico scolpito dal maestro Giacomo (1295); nella lunetta S. Esuperanzio fra due angeli e nell'architrave i simboli degli Evangelisti. Sulla destra della chiesa si appoggia un lato dell'antico chiostro, retto da pilastri cilindrici e corso da una bassa loggetta. All'interno, nella cripta, sono conservate le reliquie di S. Esuperanzio. La sagrestia invece conserva una tavola con la "Flagellazione" di Sebastiano del Piombo. Proseguendo, dopo circa 300 metri, si giunge alla fonte di S. Esuperanzio, a tre arcate, sostenute da robuste colonne di arenaria. La fonte fu innalzata da Antonio e Jacobo Lombardo come lavatoio pubblico.

13. Per ammirare il meraviglioso panorama

si consiglia di percorrere a piedi i viali di circonvallazione, famosi anche per la frescura dell'ombra estiva.

Porta Piana (Pia)